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Journaliste des Iene Hospitalisé Après Une Piqûre de Tique en Afrique du Sud

by Camille Laurent - Santé
L'inviato de «Le Iene» Stefano Corti ricoverato dopo una puntura di zecca in Sudafrica

L’inviato de «Le Iene» Stefano Corti ricoverato dopo una puntura di zecca in Sudafrica

Stefano Corti, noto inviato del programma televisivo «Le Iene», è stato recentemente ricoverato in ospedale in seguito a un’infezione da rickettsiosi, contratta a causa del morso di una zecca durante un viaggio di lavoro in Sudafrica. L’inviato, 40 anni, ha condiviso la propria esperienza sui social media per sensibilizzare il pubblico sull’importanza di monitorare i sintomi fisici dopo viaggi all’estero.

L'inviato de «Le Iene» Stefano Corti ricoverato dopo una puntura di zecca in Sudafrica
Photo: MilanoToday

Il decorso della malattia: dai primi sintomi al ricovero

Dopo il rientro dal Sudafrica, dove si era recato per registrare alcuni servizi, Corti ha iniziato ad accusare malessere, stanchezza, dolori ossei e nausea. Inizialmente, l’inviato ha attribuito tali segnali alla fatica accumulata durante il viaggio, minimizzando anche una lesione sulla gamba che aveva confuso con un pelo incarnito. La situazione è precipitata nel corso di pochi giorni: dopo aver riscontrato l’ingrossamento di un linfonodo e il fallimento di una prima terapia antibiotica, Corti ha iniziato a soffrire di brividi e una febbre molto alta, che ha raggiunto i 39,5 gradi, arrivando a sfiorare i 40 gradi. A causa del peggioramento delle condizioni, si è recato d’urgenza al pronto soccorso nel cuore della notte. Essendo reduce da un’area dell’Africa a rischio malaria, l’allarme dei medici è scattato immediatamente, portando a una serie di accertamenti mirati.

La diagnosi e il ruolo dell’infettivologa

All’arrivo in pronto soccorso, la preoccupazione principale era legata alla possibile contrazione della malaria. Tuttavia, l’intervento di una specialista infettivologa è stato determinante per escludere tale ipotesi e identificare correttamente la causa del malessere. Esaminando la lesione sulla gamba dell’inviato, il medico ha riconosciuto immediatamente il segno di un morso di zecca africana, diagnosticando una rickettsiosi. Corti ha spiegato che, come chiarito dall’infettivologa, il morso della zecca spesso non viene avvertito dalla vittima poiché l’insetto rilascia una sostanza anestetica durante la suzione. Solo dopo che la zecca si stacca e l’effetto dell’anestetico svanisce, i batteri trasmessi dall’artropode iniziano a intaccare le cellule, scatenando la reazione infettiva.

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Cos’è la rickettsiosi e come si manifesta

Secondo quanto riportato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), le rickettsiosi fanno parte del gruppo delle febbri esantematiche e sono causate da batteri trasmessi dalle cosiddette «zecche dure», presenti in tutto il mondo. Il gruppo include diverse varianti, tra cui la febbre da morso di zecca africana. L’esordio della malattia è solitamente improvviso e presenta sintomi assimilabili a quelli influenzali, quali febbre, brividi, cefalea e astenia. Un segno clinico talvolta associato alla malattia è la cosiddetta «tasca nera» nel punto del morso. Sebbene la rickettsiosi possa diventare seria se non diagnosticata e trattata tempestivamente, un trattamento antibiotico mirato è generalmente in grado di far regredire la febbre nel giro di pochi giorni.

Cos'è la rickettsiosi e come si manifesta
Photo: Mediaset

Consigli per i viaggiatori: l’appello di Corti

Ora in fase di recupero, Stefano Corti ha voluto lanciare un messaggio di prudenza ai suoi follower. L’inviato ha sottolineato come la condivisione con il personale medico dei dettagli sui luoghi visitati sia stata fondamentale per arrivare rapidamente alla diagnosi corretta. Il suo invito, supportato anche dalle indicazioni di esperti come l’infettivologo Matteo Bassetti, è di non sottovalutare mai sintomi apparentemente aspecifici — come febbre, brividi o lesioni cutanee — dopo un viaggio, specialmente se si è stati a contatto con la natura. Inoltre, Bassetti ha messo in guardia contro l’automedicazione, ricordando che l’uso di antibiotici deve avvenire solo in seguito a una diagnosi accertata, poiché non tutti i morsi di zecca trasmettono infezioni. In caso di morso, la rimozione dell’insetto deve essere effettuata con estrema cura, utilizzando una pinzetta e afferrandolo il più vicino possibile alla pelle per evitare che restino residui nel corpo.

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